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20/09/2012

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Atessa: sta nascendo la Banca del Tempo

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banca del tempo 200912Le Banche del tempo fanno parte della variegata famiglia dei “sistemi di

scambio non monetario”, che hanno in comune la caratteristica di organizzare transazioni in cui non circola la valuta euro, ma il tempo. Sono luoghi in cui si incontrano persone, che molto spesso non si conoscono, per scambiarsi servizi e saperi che sono pagati con assegni in base al tempo impiegato per realizzarli, prescindendo dal loro valore di mercato. Si tratta, quindi, di particolari istituti di credito che contabilizzano i crediti e i debiti dei “correntisti” utilizzando come unità di misura l’ora.

Diversamente dalle organizzazioni di volontariato, in cui c’è chi offre e chi

riceve, la Banca del tempo organizza lo scambio reciproco.

Ogni correntista può “prelevare” e “depositare” in base alle sue necessità, attingendo, per la restituzione del tempo prestato, a tutta la gamma di offerte presenti nel “portafoglio” della Banca del tempo cui aderisce e di quelle ad essa collegate. In sostanza, si può affermare che le Banche del tempo creano e amministrano capitale sociale sia per i singoli aderenti, che incrementano il loro patrimonio di relazioni, sia per le comunità in cui esse operano, contribuendo a renderle più amichevoli ed aperte.

Le reti di relazioni tessute dalle Banche del tempo non coinvolgono solo persone fisiche, ma anche associazioni e istituzioni del territorio con diverse forme d’interazione e di collaborazione generalmente basate anch’esse sullo scambio del tempo. Tali reti contribuiscono a creare comunità in cui il valore della relazione genera sicurezza e benessere nei luoghi di vita.

L’iniziativa viene portata avanti da una giovane di Atessa, Antonia Ciccarelli, che ha deciso di creare anche nella sua città una Banca del tempo. Antonia spera che questa sua lodevole iniziativa venga recepita dagli atessani, e si auspica che l’idea venga raccolta in gran numero. “In questo momento di crisi dove molte persone non possono avere determinati servizi perché costano troppo”-spiega Antonia- “la Banca del Tempo sarebbe l’ideale. E’ allo stesso tempo un modo per far scoprire di nuovo il senso dello stare insieme, e perché no, potrebbe essere anche un modo per creare la famosa unità fra Atessa e le zone limitrofe. Sarebbe bello far sentire utile qualsiasi persona della nostra comunità, come ad esempio le persone anziane, ma anche i giovani”. Auguri ad Antonia per la sua lodevole iniziativa, sperando che il suo appello venga raccolto dal maggior numero di persone.

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