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20/07/2019

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Fina proclamato segretario all’Assemblea regionale del PD: 'Cambiare tutto significa: umiltà, ascolto, idee chiare, una comunità leale e una nuova generazione unita in campo'

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Fina proclamato segretario all’Assemblea regionale del Pd: “Cambiare tutto significa: umiltà, ascolto, idee chiare, una comunità leale e una nuova generazione unita in campo”

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Michele Fina è stato proclamato segretario regionale del Partito Democratico abruzzese. Il passaggio formale, successivo al Congresso, si è svolto oggi a Pescara, al centro polifunzionale Britti, all’apertura dell’Assemblea regionale del partito “Cambiamo tutto – una generazione per l’Abruzzo e l’Italia”.

Per il 41enne direttore del Think tank “Transizione ecologica solidale”, già capo di segreteria e consigliere del ministro Andrea Orlando prima al Ministero dell’Ambiente e poi della Giustizia, per cambiare occorre mettere da parte “l’arroganza dell’autoreferenzialità” e ha sottolineato la scelta politica di dedicare tutta la mattinata dell’Assemblea all’ascolto degli interventi dei rappresentanti dei partiti del centrosinistra, delle associazioni, dei sindacati, delle imprese: “Vogliamo ascoltarvi per dirvi che non vi delegittimiamo ma vi vogliamo forti. Questo non è tempo di pace, rileggete i vostri atti fondativi, troverete scolpiti i principi costituzionali, che oggi sono in pericolo perché non pienamente attuati, o perché qualcuno vuole metterli in discussione”. L’appello ai corpi intermedi per la difesa e la promozione della Costituzione è l’atto che segna l’Assemblea di oggi, e quindi l’inizio del percorso del Pd abruzzese di Fina segretario, che ha aggiunto: “Mi rivolgo a voi per un’alleanza costituzionale, per creare un luogo di condivisione, senza alcuna strumentalizzazione”. Tra gli interventi quelli dei rappresentanti regionali dei partiti del centrosinistra Psi, Articolo Uno e ­ Più Europa, e di Cgil, Csil, Legacoop, Cna, Confesercenti, Italia Nostra, Wwf e Legambiente. All’Assemblea sono intervenuti anche Andrea Cozzolino ed Enrico Borghi, rispettivamente europarlamentare e deputato del Partito Democratico. Prima dell’inizio dei lavori è stato letto un messaggio del presidente nazionale del Pd, Paolo Gentiloni. Un passaggio: “L’Abruzzo è terra di antiche fedeltà, ma anche di capacità di sacrificio e rinnovamento profondo. Senza mai perdere la nostra identità: di cultura, di valori”.

fina-segretario regionale pd 2 200719

Per il segretario Fina la maggioranza e il governo in carica “ci hanno reso un Paese piccolo piccolo, fuori dal mondo, diviso tra i ceti e tra i territori. L’autonomia differenziata così come è stata proposta è un nuovo modo per dire secessione, e l’alleanza per la Costituzione che proponiamo serve innanzitutto per difendere l’Abruzzo e gli abruzzesi dalla marginalità e dal commissariamento politico”. Le direzioni di marcia del nuovo Pd abruzzese dicono partito verde, di una transizione ecologica dell’economia che non lasci indietro i più deboli, del sapere (Fina ha citato i ricercatori e gli insegnanti), di un governo dell’immigrazione che pur essendo rigoroso dica le cause e i colpevoli di un fenomeno per cui milioni di persone sono costrette a fuggire: caos climatico, guerre, povertà. Allo stesso modo Fina dice basta all’eterna discussione delle esperienze di governo passate, altrimenti “non avremo più bisogno di un Congresso ma di uno psichiatra. Mettiamo un punto e costruiamo l’alternativa. Restituiamoci una comunità leale”.

Il segretario del Pd abruzzese ha detto di volere una presenza capillare, “territorio per territorio, comune per comune. Avremo bisogno della presenza da protagonisti dei segretari di circolo, di un Centro studi, delle Feste de l’Unità, di una presenza sul web seria: sono tutte cose che stanno a un partito come gli organi a un corpo umano”. Chiusura con autocritica rispetto a un partito che negli anni ha finito per concentrarsi sul principio della contendibilità mettendo spesso da parte delle idee, “ma siamo noi che dobbiamo mettere in chiaro cos’è la democrazia o la democrazia peggiorerà”.

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