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16/09/2020

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Il calcio dilettantistico chiede la riapertura degli stadi al pubblico, Sante D’Alberto (Montalfano) va controcorrente e ne spiega i motivi

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bcc 160920

Il calcio dilettantistico chiede la riapertura degli stadi al pubblico, Sante D’Alberto (Montalfano) va controcorrente e ne spiega i motivi

sante dalberto montalfano 160920Ho letto un comunicato stampa firmato da I PRESIDENTI DEL CALCIO DILETTANTISTICO ABRUZZESE, nella quale chiedono all’assessore regionale allo sport l’intercessione perché vengano riaperti al pubblico gli stadi. Senza nessun tono polemico ma solo per chiarezza, se voleva essere un comunicato che rappresenta tutti sappiate che non rappresenta il sottoscritto.  Prima di pensare alla presenza del pubblico dobbiamo riflettere sulla reale opportunità di disputare i campionati. Ad oggi tutti ci stiamo preparando alla ripartenza su date diverse ma si continua a far finta di non vedere il vero problema che non è la partecipazione del pubblico o il suo distanziamento. Il problema è che siamo ancora in piena pandemia, i contagi sono in risalita e anche nella nostra regione i dati non sono incoraggianti con la presenza di diversi “focolai”locali  da non sottovalutare,  la ripresa delle attività sportive non farà altro che aumentare i rischi di contagio. Questo è il vero problema da affrontare e sulla quale i presidenti devono riflettere. Cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo? A queste domande dobbiamo darci delle risposte. Il calcio nei nostri paesI viene svolto per garantire una funzione sociale e di aggregazione, per la crescita dei nostri ragazzi e per la rappresentanza delle nostre comunità, ma la priorità assoluta deve essere la TUTELA DELLA SALUTE. Guardiamoci in faccia e diciamoci la verità, siamo convinti che praticando allenamenti, disputando gare la domenica non mettiamo a rischio la salute dei nostri ragazzi? Io sono convinto che nelle condizioni nella quale ci troviamo in relazione a questo periodo sarebbe opportuno restare fermi. Le chiacchiere se le portano il vento, il calcio è uno sport di contatto e non c’è nessun distanziamento sociale applicabile nel campo e negli spazi comuni, non è possibile usare mascherina e nessuno mi venisse a raccontare che applichiamo il protocollo alla lettera. La verità è una sola, c’è interesse verticistico a far ricominciare campionati nonostante la consapevolezza dei rischi e dei pericoli a cui andiamo incontro. Siamo stati 6 mesi senza calcio e a quanto pare non è "finito il mondo”, non vedo la necessità di ripartire ad ogni costo in questa fase rischiando di far partire contagi diffusi nei piccoli centri. Qualche giorno fa anche il ministro della salute ha sostenuto che nel giro dei prossimi 6 mesi ci sarà un probabile vaccino e cure più efficaci. Bisogna solo avere ulteriore pazienza. Nelle difficoltà bisogna stabilire quali sono le priorità ed in questo caso la ripresa delle attività sportive e i relativi campionati non sono una priorità. Ogni domenica genereremo migliaia di contatti “ravvicinati” che inevitabilmente aumenteranno la diffusione dei contagi e lascio immaginare cosa potrebbe accadere in un piccolo centro se si scatenano 4/5 casi di contagio all’interno di una squadra. Volete un idea? 1- ispezione della Asl nella struttura sportiva e verifica dell’applicazione del protocollo (che nessuno potrà applicare); 2- isolamento fiduciario di tutte le persone a contatto con i contagiati e valutazione di eventuali tamponi di controllo; 3- isolamento fiduciario dei familiari degli stessi; 4- la domenica successiva la squadra non gioca; 6 - assenza dal posto di lavoro e stato di allerta anche nelle rispettive aziende o attività lavorative 5 -  panico in tutto il paese e caccia al colpevole; Mi smentisca chi può.

Non voglio passare per un disfattista o per chi ha qualcosa contro qualcuno, voglio solo aprire un confronto ampio e valutare seriamente se è OPPORTUNO  ricominciare.  Negli ultimi 15 anni ogni domenica non ho mai completato il pranzo, il calcio è parte della mia vita, attraverso il calcio la mia Comunità è passata alla ribalta anche dei media nazionali, quindi figuratevi se io provo piacere a voler fermare i campionati. Io voglio contribuire a fermare i contagi e vincere contro il COVID19. Se vogliamo essere esempio per i nostri figli e per le nostre comunità FERMIAMOCI, ripartiremo tra 4/5 mesi e sarà tutto più semplice e meno rischioso.

Sante D’Alberto

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