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14/03/2018

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
'L'allarme droga non è campato in aria', Progetto Atessa rilancia sull'argomento

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A seguito delle reazioni al comunicato relativo al problema della droga tra minori in Atessa, mi preme sottolineare innanzitutto la lontananza da qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Le fattispecie indicate sono state rapportate da genitori giustamente preoccupati.

Prima di ogni altra cosa deve essere  assolutamente chiaro che, allorquando si ha contezza di sollecitazioni sulla materia da parte di ragazzi più grandi verso ragazzi più piccoli, si E’ IN PRESENZA DI un inizio di attività di consumo, tra minori,  che alla fine coinvolge tutti. E quando il problema arriva all’interno della propria famiglia, normalmente, è sempre troppo tardi perché dalla “canna” si è passato oltre.

carmine fioriti 140318Il sistema della iniziazione alla droga di qualsiasi specie comincia proprio così: avvicinando i più deboli, offrendo le prime volte la cannetta senza farsi pagare, sfruttando l’euforia che determina l’assunzione. E’ un classico modus operandi che non bisogna scomodare nessun esperto tanto è scontato, ripetitivo e sempre , purtroppo, efficace.

Sul fatto che occorra stare attenti a non allarmare la gente sul fenomeno perché, altrimenti, diminuiscono le iscrizioni alle scuole , mi permetto di obiettare che, allo stato, se si facessero i controlli richiesti , ad Atessa le iscrizioni aumenterebbero di colpo,  perchè, guardandosi attorno, non esiste alcuna isola felice immune da tali problematiche. Anzi, proprio perché nella nostra città vi sarebbe una situazione embrionale, i controlli potrebbero essere non solo efficaci, ma anche forieri di  potenziamento delle scuole. Scuole che, peraltro,  non vengono assolutamente tirate in ballo nel comunicato di cui trattasi, avendo indicato solo ed esclusivamente una movimentazione tra studenti più grandi, nei confronti dei più piccoli.

Tengo a precisare, inoltre, senza disturbare la dottrina in materia, che la generazione passata era in grado, anche per minori possibilità, di ricorrere alla “cannetta”, e di limitarsi a ciò senza diventarne schiava. Oggi, la situazione denota una escalation spaventosa e la “cannetta” rappresenta il cavallo di troia per l’approdo ad extasy , cocaina, ad una miriade di nuove droghe allucinogene, e, da non molto, al ritorno alla eroina, la più schifezza delle schifezze delle sostanze esistenti.

Tornando a bomba, secondo Noi, se Atessa viene conosciuta come città più controllata, Essa avrà più scuole, più studenti, più possibilità. Al contrario diventerà come tutte le città e Paesi non tanto lontani,  ove non si riesce a fare più nulla. L’acquiescenza odierna, il fatto di ripetere che siamo lontani dai preoccupanti fenomeni, il convincersi che non c’è allarme, il pensiero ricorrente della “cannetta” usa e getta che non crea problemi, sono tutte ipocrisie e, al pari dello struzzo, serve solo a nascondere la testa sotto la sabbia, convincendosi che la nostra città è una isola felice.

Ribadisco, quindi,  che quanto denunciato non ha assolutamente a che fare con gli istituti delle Scuole,  ma interessa gruppetti di studenti;  ribadisco la legittima preoccupazione dei genitori; ribadisco il fatto che se ci fossero maggiori controlli, si otterrebbero maggiori benefici alle scuole ed alla città che assumerebbe il simbolo di “CITTA’ DEDROGATIZZATA”; ribadisco che, se un adulto ha voglia di farsi una canna, sono affari suoi, ma se è un minorenne a farlo è un problema non suo, ma della collettività in generale, perché, troppo spesso, si lascia correre ed il cancro diffonde le sue metastasi.

Ribadisco, infine, che il problema va affrontato , oltre che con i controlli, anche e soprattutto con una azione mirata da parte delle scuole con interventi conoscitivi ed informativi ed il ricorso a gente che ha vissuto il problema.

L’allarme lanciato non è affatto campato in aria. Come al solito si è scoperto un vaso di Pandora, ma soprattutto , se davvero si vuole fare qualcosa per i ragazzi, occorre necessariamente abbandonare la mentalità della “cannetta che non fa male”. La cannetta potrà pure on far male, ma, come detto, è INDISPENSABILE all’arrivo di altre e ben più preoccupanti sostanze. Ciò sino a quando sarà ritenuta illecita. Se dovesse cambiare la norma, allora saranno solo affari di genitori e figli, ma, al riguardo, è bene sapere che, in tal caso,  il problema non sarà più la cannetta, divenuta sigaretta in vendita dal tabaccaio, ma qualcosa di più che, per il sol fatto di non essere legale, attira maggiormente grazie agli “avvicinatori” che non mancheranno mai.

E’ vero, poi, che il fenomeno deve essere affrontato da metodi nuovi, soprattutto in materia di minori. E’ giusto e va fatto. Ma un cane antidroga ha effetto immediato .  Poi, si possono attuare tutte le terapie possibili.  

 

 

                                                     Carmine FIORITI

                                              ( Consigliere di Minoranza )

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