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23/03/2020

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Il sindaco di Atessa replica a Schael: 'Perché alcune domande innervosiscono tanto chi dovrebbe tutelare la nostra salute?'

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Il sindaco di Atessa replica a Schael: "Perché alcune domande innervosiscono tanto chi dovrebbe tutelare la nostra salute?"

 

  borrelli 230320Fughiamo il campo da qualsiasi dubbio: la priorità è la salute pubblica (lo è per quanto concerne l’attività delle fabbriche, lo è per quanto concerne l’ospedale). Il Comune di Atessa ha offerto la propria collaborazione alla Regione e alla ASL, per far fronte all’emergenza sanitaria, fin dall’inizio del mese. Ribadiamo questa disponibilità e la volontà del Comune di collaborare. Chiedere chiarezza sugli investimenti in personale specializzato e apparecchiature adeguate, non è un atto di irresponsabilità è il minimo.

 

  Certo, poi, c'è sempre chi capisce e chi no, chi è troppo furbo e chi non lo è.

 

 schael thomas 230320 Noi abbiamo a cuore le sorti del nostro territorio, conosciamo la bravura e la generosità dei nostri imprenditori e dei nostri lavoratori, la professionalità dei sanitari, perché ci siamo in contatto costante. Gli industriali hanno donato, e altre sottoscrizioni private sono state avviate, appena è stato reso pubblico che il San Camillo de Lellis veniva utilizzato come "covid hospital". Noi stessi abbiamo diffuso l'informazione che ci era stata data dal direttore generale della Asl durante un sopralluogo compiuto nell'ospedale di Atessa per definire la diversa collazione dei pazienti con sintomi lievi, gravi e gravissimi. Poi sono state cambiate le carte in tavola.

 

   La ASL ha mutato idea 4 volte in una settimana; l’assessore Verì ha fatto affermazioni che ha dovuto rettificare poche ore dopo; in nessun documento ufficiale vengono indicati gli stanziamenti pubblici previsti; si dà a Roma la responsabilità del "parere negativo" sul progetto iniziale a cui si era già data esecuzione, ma nessuno ci ha permesso di leggerlo. Non è polemica, è la richiesta di legittime rassicurazioni. Una volta che verranno date, nessuno avrà più nulla da obiettare.

 

   I cittadini di Atessa e di una trentina di Comuni limitrofi sono stati privati di tutti i reparti ospedalieri e dei servizi del distretto sanitario. Pazienti fragili sono stati trasferiti, in 48 ore, mettendo in difficoltà loro e le famiglie. Non ci risulta che ciò sia avvenuto in altre parti. La straordinarietà dell'emergenza che stiamo vivendo impone, a tutti noi che ricopriamo ruoli di responsabilità, il dovere di individuare soluzioni idonee a far fronte alle esigenze dei nostri territori, senza correre il rischio di aggravare, con ulteriori disagi, le  popolazioni già messe a dura prova da questa pandemia.

 

 

 

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