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14/09/2021

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Anche il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Atessa sulla 'Di Nizio Colasante'

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Contro il progetto della società Di Nizio Colasante, relativo alla realizzazione di un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti ospedalieri infetti, con relativo deposito di stoccaggio - anche di rifiuti pericolosi - ad Atessa, nella popolosa contrada Saletti, è da ultimo lo stesso Consiglio di Stato a pronunciarsi, confermando ancora una volta la legittimità dell’operato delle Amministrazioni pubbliche e delle scelte del nostro Comune.

 

La nuova bocciatura (la quarta consecutiva) per la Di Nizio arriva dopo tutte quelle già precedentemente collezionate dalla società, dapprima presso il Comitato per la Valutazione d’Incidenza Ambientale (VINCA) del Comune di Atessa, poi presso il Comitato VIA della Regione ed infine presso il TAR Abruzzo - L’Aquila, che aveva respinto a maggio una prima istanza di sospensiva avanzata dalla ditta di rifiuti.

 

Il Consiglio di Stato, nuovamente adito dalla società, ha infatti confermato tutte le precedenti bocciature, in particolare sottolineando “la preminenza dell’interesse pubblico all'integrale e preliminare valutazione dei rischi insiti nella realizzazione di un progetto quale quello in parola, potenzialmente foriero di particolari rischi stante il tipo di rifiuti da trattare”, così come sempre sostenuto dal Comune di Atessa e dagli altri Comuni del territorio.

 

L’autorevolissima ordinanza del Consiglio di Stato, massimo Organo della Giustizia Amministrativa nel nostro Paese, conferma la bontà dell’operato dell’Amministrazione comunale, che si è spesa per la tutela della salute e della qualità della vita non solo di tutti gli atessani, ma anche di tutti gli abitanti dell’intera Val Di Sangro. Il progetto, come evidenziato dai tecnici della Commissione VINCA comunale e poi da quelli del Comitato VIA della Regione Abruzzo, avrebbe infatti un impatto rischioso - in termini ambientali e per la salute umana - non solo sull’intera contrada, ma per l’intera Val Di Sangro”, ha commentato il sindaco, Giulio Borrelli.

 

Sappiamo bene che non è finita qui” - prosegue il Sindaco - “perché c’è da aspettare ancora la fase di merito, ma la decisione del Consiglio di Stato rappresenta un ulteriore, fondamentale riconoscimento delle motivazioni amministrative, legali e di merito per cui il Comune di Atessa ha sempre manifestato la propria contrarietà all’impianto”.

 

Desidero esprimere un profondo ringraziamento ai nostri Legali, a tutte le Amministrazioni che ci sono state accanto in questo defatigante iter amministrativo pluriennale, nonché al WWF nazionale, a Legambiente ed al nostro Comitato cittadino Val Di Sangro, tutte Associazioni intervenute per sostenere le ragioni portate avanti dal Comune di Atessa e dagli altri Comuni”.

 

Il Collegio difensivo del Comune di Atessa, composto dal prof. avv. Salvatore Menditto e dall’avv. Lorenzo Casaroli, è stato coordinato dal prof. avv. Andrea Filippini, il quale aveva seguito sin dall’inizio la complessa vicenda amministrativa. Le Associazioni sono intervenute in giudizio con l’avv. Francesco Paolo Febbo, mentre il dott. Massimo Colonna (componente della Commissione VINCA comunale, citato in giudizio personalmente) è stato seguito dall’avv. Federica Ciciliani.

 

La società Di Nizio, soccombente, è stata inoltre condannata dal Consiglio di Stato al pagamento di complessivi € 4.500 oltre oneri di legge, in favore del Comune di Atessa, della Regione Abruzzo, e del dott. Massimo Colonna.

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