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05/04/2017

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Bici-Memoria: il ciclista Giovanni Bloisi a Casoli per il suo viaggio nei luoghi della Memoria

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Un allungo sulla salita della Memoria

Giovanni Bloisi, il ciclista della Memoria, a Casoli 

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Casoli, 3/04/2017 – Il giorno lunedì 3 aprile 2017, alle ore 09.15, presso gli ex edifici del comune di Casoli, via G. Borrelli, e di Palazzo Tilli, vico del Fiore, hanno avuto luogo le celebrazioni per la commemorazione delle dieci vittime della Shoah che, dal 1940 al 1942, furono internate presso i locali testé citati, a seguito delle vergognose leggi raziali che il regime fascista promulgò il 7 settembre 1938 e dei successivi provvedimenti del 1940.  

 

Le celebrazioni sono state officiate dagli studenti della 3^ L dell’Istituto Algeri Marino di Casoli (CH), che nei mesi passati hanno frequentato il progetto di alternanza scuola lavoro con History & Geo Tours (SATAM VIAGGI SRL) sui temi relativi alla riqualificazione del patrimonio storico – memorialistico del campo di concentramento di Casoli e dei campi di battaglia lungo la linea Gustav.

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Sono intervenuti per l’occasione il Giovanni Bloisi (il ciclista della Memoria), Prof. Marco Cavallarin (Comitato Promotore per la Salvaguardia della Memoria di Sciesopoli Ebraica di Selvino) Elisabetta Bozzi (Anpi Magenta) e Massimo Tiberini (Sindaco di Casoli)

 

L’evento è stato possibile grazie alla realizzazione, ad opera di Giuseppe Lorentini, del digital archivecampocasoli.org” che consente l’accesso e la consultazione ai fini della ricerca storica, della conservazione e della trasmissione della memoria, delle fonti archivistiche, ritenute di primaria importanza, sull'ex Campo di Concentramento di Casoli in provincia di Chieti, Abruzzo, attivo dal 1940 al 1944. Dal 27 gennaio 2017, data della sua pubblicazione on-line, il sito di Lorentini è riuscito a catalizzare su Casoli, non solo l’attenzione della comunità storico – scientifica, ma anche quella di un sempre più crescente numero di persone, particolarmente sensibili al tema della memoria e del ricordo della Shoah. Pertanto, una delle tappe italiane del viaggio di Giovanni Bloisi, è divenuta un’occasione di confronto e condivisione. L’evento che si sviluppa, da una collaborazione col Comitato Promotore per la Salvaguardia della Memoria di Sciesopoli Ebraica di Selvino (BG), ha visto la presenza anche delle autorità della comunità del Sangro Aventino. Una cerimonia che reso Casoli, da entità misconociuta locale, un riconosciuto segmento internazionale, che grazie al ciclista di Memoria, avrà la possibilità di comunicarne la propria storia per tutta l’Italia, sino allo Yad Vashem, la massima espressione internazionale della salvaguardia della Memoria della Shoah.  Infatti, in Israele Giovanni Bloisi sarà accolto nel kibbutz di Tze'elim, costruito per e dai Bambini di Selvino. L’Amministrazione Comunale e l’ANPI di Casoli, che da tempo promuovono iniziative congiunte a sostegno della memoria antifascista, in occasione della tappa casolana del Tour Bici- Memoria, hanno commemorato per la prima volta e dopo più di 70 anni, il ricordo delle persone internate e passate tra il 1940 e il 1942 nel Campo di concentramento di Casoli, dieci dei quali trovarono la morte nei campi di sterminio. A queste persone è restituita l’identità civile e storica, che lo stesso sindaco Tiberini ha sempre cercato in prima persona di voler salvaguardare. 

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DICHIARAZIONE SINDACO TIBERINI: “Non ci saremmo mai aspettati che la messa a punto di un sito di ricerca storica, come campocasoli.org, potesse attirare l’interesse su Casoli e la sua storia durante il periodo bellico. Ciò ha permesso di fatto, al nostro paese, di essere riconosciuto come un vero e proprio “Luogo della Memoria” al punto da spingere il ciclista della Memoria, Giovanni Bloisi, a fare tappa proprio qui da noi. Abbiamo così conosciuto una delle tante “storie” dimenticate come quella dei Bambini orfani profughi ebrei sopravvissuti alla tragedia dell’Olocausto, salvati dalla comunità di Selvino in provincia Bergamo, sede dell’ex Colonia fascista Sciesopoli. Immaginare questi bambini martoriati, denutriti, spaesati, traumatizzati nel corpo e nell’anima, oggi adulti, che stanno aspettando l’arrivo di Bloisi a Gerusalemme per il 24 aprile, mi fa capire quanto sia importante mantenere viva la Memoria per restituire a tutte le persone vittime delle tragedie della Guerra, identità, dignità e Storia.”

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Di seguito, il testo della lettera scritta dagli studenti e letta nel corso della cerimonia 

Caro Giovanni, caro Marco, cara Elisabetta, caro sindaco e sindaci, e autorità tutte. Siamo gli studenti della 3L, del Liceo Scientifico Algeri Marino di Casoli, vi ringraziamo per la vostra presenza in questo giorno così importante per la Memoria storica non solo di Casoli ma anche della nostra comunità Sangro Aventino.

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Il 7 settembre 1938 l’Italia fascista promulgò le vergognose leggi razziali che colpirono il popolo ebraico. Una delle conseguenze di questa legge, e dell’entrata in Guerra dell’Italia, fu l’istituzione, nella nostra penisola, di campi di concentramento e internamento civili per ebrei e “sudditi nemici”. Tra il 1940 e il 1943 tre edifici della nostra comunità furono scelti dal Ministero dell’Interno per formare il sistema noto come Campo di Concentramento di Casoli. In quasi tre anni di attività, 216 uomini vi furono internati. Un certo numero di essi fu barbaramente trucidato nei campi di sterminio dell’est Europa e il nostro paese ne rimane l’ultimo luogo di internamento noto di residenza. Un isolamento civile e affettivo che ha strappato brutalmente persone ritenuti colpevoli solo per il fatto di essere ebrei anche dall’affetto dei loro cari. “La lettera che ti debbo dare oggi, ti farà rattristare… dovrò essere operata! Ho un tumore all’utero! Non voglio lasciarmi operare senza la tua presenza! Io ritarderò l’operazione finché tu verrai, poiché senza di te non mi lascio operare, piuttosto voglio morire”. Una disperata lettera di aiuto che Abrhamson Betti scrisse al marito, Fuerst Arturo, mentre egli era internato qui a Casoli.  Un amore diviso dalle ignobili leggi razziali e fasciste italiane e riunito dalla ferocia nazista nell’abisso senza speranza del campo di concentramento e sterminio di Aushwitz –Birkenau.

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Il campo di concentramento di Casoli, così come i campi di battaglia lungo la Linea Gustav, rappresentano il patrimonio storico, culturale e memorialistico del nostro comune, della nostra provincia, della nostra regione e dell’intera Italia.

 

Un’eredità lasciataci dalla Storia, che noi tutti dovremmo e dobbiamo salvaguardare in maniera attiva e partecipativa. Perché la Memoria la Storica legata alla Seconda Guerra Mondiale fa parte del nostro patrimonio genetico di cittadini casolani, abruzzesi, italiani, ed europei. Cittadini del mondo!

 

E se dovessero chiederci cosa stiamo facendo qui oggi, noi studenti della 3^L prendendo in prestito le parole dello scrittore Bradbury, risponderemmo: noi stiamo ricordando! 

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