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26/03/2020

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Futuro dell'Ospedale di Atessa: il Comitato Civico in difesa del territorio scrive a Regione e ASL per l'accesso agli atti

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COMMENTA

mites 260320

Il  Direttore della Asl  Schael, gli Assessori regionali Veri e Campitelli hanno -per legge-  30 giorni per rispondere alla nostra richiesta di accesso agli atti, che abbiamo inviato oggi per capire perché su Atessa sia stata fatta tanta confusione. Tenuto conto dell'emergenza in corso e dell'esigenza di tranquillizzare un intero territorio, se non hanno nulla da nascondere, invece  di perdere tempo in comunicati autocelebrativi, possono trasmettere e pubblicare, da subito, i documenti richiesti ed i chiarimenti, da noi richiesti. Gliene saremmo davvero grati. In questo momento ci vogliono chiarezza, trasparenza e soprattutto la leale e fattiva collaborazione non può essere invocata solo a senso unico.
Ci mostrino le carte; ci facciano capire. Noi non ci stiamo preoccupando solo del futuro del nostro ospedale, ma soprattutto del suo presente e delle scelte sanitarie che si stanno  facendo, in questo momento emergenziale, sul nostro territorio che, innegabilmente, anche ad uno sprovveduto, appaiono confuse e contraddittorie, e per questo spaventano.


 Alla luce delle ultime notizie dei contagi nell'ospedale  di Lanciano e visto che c'erano già dei casi che, come vediamo, aumentano, non sarebbe stato opportuno fare altre scelte sui padiglioni di Atessa, proteggendo pazienti e personale medico?   L'emergenza sanitaria, di cui tutti dobbiamo farci carico, richiede la capacità di trovare soluzioni adatte a far fronte alle esigenze dei nostri territori, senza correre il rischio di aggravare, con ulteriori disagi, le popolazioni già messe a dura prova da questa pandemia.
Il portavoce del Comitato
Vincenzo D'amario
ospedale atessa 260320

Atessa, 25 marzo 2020

 

Al Direttore ASL

Lanciano Vasto Chieti

Dott. Thomas Schael

[email protected]

 

Al Direttore Amministrativo Aziendale

ASL Lanciano – Vasto – Chieti

Dott.ssa Giulietta Capocasa

attività[email protected]

[email protected]

 

Al Direttore regionale

Dipartimento Sanità

Dott. Giuseppe Bucciarelli

[email protected]

[email protected]

 

Dott. Marco Marsilio

[email protected]

 

Dott.ssa Nicoletta Verì

[email protected]

[email protected]

 

All’Assessore all’Urbanistica

Arch. Nicola Campitelli

[email protected]

                                                                     [email protected]

 

Al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Giunta Regionale

Avv. Carlo Massacesi

[email protected]

[email protected]

[email protected]

 

Al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della ASL2 ABRUZZO

Dott.ssa Antonella Chieffo

[email protected]

[email protected]

 

[email protected]

 

 

OGGETTO: Emergenza Covid19. Rimodulazione aree di degenza. P.O. “San Camillo De Lellis” di Atessa. Richiesta di accesso atti e accesso civico generalizzato.

          Il sottoscritto Vincenzo D’Amario, nato ad Atessa il 18.10.1974, residente in via Via della Vittoria n. 64, Atessa, tel. cell. 3389830117, in qualità di rappresentante del Comitato Civico Spontaneo di Atessa, nato nel 2014, rappresentativo di molti cittadini, collegato stabilmente al territorio, e che d’allora sta operando per la difesa del Presidio Ospedaliero di Atessa, da qualsiasi rischio che possa prefigurarne la chiusura o la riconversione e/o la trasformazione non condivisa con il territorio di riferimento,

—       VISTA la nota prot. n. 656 in data 3 marzo 2020 della Struttura di Missione Emergenze della Protezione Civile della Regione Abruzzo, con la quale si invitava tutti i sindaci, “ a voler individuare nell’ambito dei propri territori di riferimento, strutture non militari con caratteristiche logistiche e sanitarie adeguate all’ospitalità, qualora ne ricorrano i presupposti……di persone che abbiano avuto contatti stretti con casi conclamati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 o che siano transitati nelle aree di rischio negli ultimi 14 giorni.Come ben si comprende, la necessità di reperire strutture presso i luoghi di residenza è diretto a limitare l’impatto psicologico che il trasferimento altrove potrebbe avere ulle persone interessate, sia a ridurre gli elevati coti di gestione”;

 

—       VISTA la nota in data 6 marzo 2020 del Comune di Atessa, inviata al Direttore Generale della Asl2, in relazione alle indicazioni ricevute dalla Protezione Civile regionale, con la quale si individuava “quale luoghi idonei, per mettere in quarantena, nel nostro territorio, pazienti affetti da Coronavirus, valutiamo che possano essere messi a diposizione i due piani dell’Ospedale “San Camillo De Lellis”, attualmente vuoti e non destinati a nessuna funzione. Si tratta del primo e secondo piano che, in passato, ospitavano reparti di chirurgia ed ortopedia. I due piani hanno accesi autonomi. Nel caso, tuttavia, in cui fosse necessario predisporre uno spazio di pre-triage, è disponibile un ampio parcheggio, che può accogliere tende o altre strutture mobili per lo smistamento  dei pazienti in arrivo e scelta del percorso diagnostico terapeutico più idoneo. Cogliamo l’occasione per fare anche presente che Atessa dispone di sale operatorie perfettamente a norma”;

 

—       VISTA la nota prot. n. 0004811 in data 10 marzo 2020 del Comitato dei Sindaci Sangro Aventino per la Tutela e la Valorizzazione dell’Ambiente, sottoscritta da ben 47 Sindaci, con la quale si chiedeva di provvedere con urgenza all’attivazione presso gli ospedali di Atessa e di Casoli dei reparti di Rianimazione e Terapia intensiva in considerazione del numero esiguo dei posti attualmente disponibili presso i presidi ospedalieri e in modo da poter far fronte ad eventuali emergenze che si potrebbero verificare a seguito dell’evolversi della situazione epidemiologica del Virus Covid-19;

 

—       VISTA la deliberazione n. 260 del 12 marzo 2020 del Direttore Generale della ASL Lanciano- Vasto ad oggetto “ Deliberazione n. 221 del 6 marzo 2020 recante ad oggetto “Emergenza COVID 19: interventi urgenti ed indifferibili. Ulteriori provvedimenti aziendali in applicazione della Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale in data 9 marzo 2020 n. 3”;

 

—       DATO ATTO  che con la predetta deliberazione della ASL in data 12 marzo 2020, tra l’altro, si disponeva:

a)           l’individuazione del presidio ospedaliero “San Camillo De Lellis” di Atessa quale COVID-HOSPITAL, con l’immediata chiusura e trasferimento dei reparti attualmente presenti, contrariamente a quanto comunicato ed offerto dal Comune di Atessa,  per far spazio a n. 6 posti letti di rianimazione e di degenza ordinaria per complessivi n. 120 posti letto, da realizzarsi entro 21 giorni dall’adozione della delibera stessa;

b)           la delibera, tuttavia, risultava priva di qualunque relazione tecnico-finanziaria ed indicazione dell’importo di spesa disposta con l’atto, per la fornitura dei necessari lavori di adeguamento della struttura ospedaliera alla nuova funzione affidata (Covid Hospital),  delle attrezzature ed apparecchiature medicali, il reperimento di personale medico e paramedico qualificato,  apparendo pertanto lo stesso non conforme alle vigenti norme di contabilità pubblica;

c)            con la delibera veniva solo dato mandato alle competenti UOC e Dipartimenti aziendali di “assumere tutte le iniziative finalizzate alla compiuta e sollecita realizzazione delle misure nel protocollo allegato”, che si ribadisce non erano affatto chiare relativamente a tutti gli aspetti tecnico-finanziari di cui sopra è cenno;

 

—       DATO ATTO che nel comunicato stampa del 13 marzo 2020 del Direttore Schael, emanato all’indomani  dell’adozione della citata deliberazione n. 260/20, si affermava , invece, in maniera subdola, che relativamente al P.O. di Atessa era stata accolta la richiesta del sindaco di Atessa e dei colleghi di diversi comuni del Sangro Aventino, sono state avviate le attività di RIPRISTINO DI ALCUNE AREE DELL’OSPEDALE di Atessa per accogliere pazienti Covid, a partire dal blocco operatorio da adibire a rianimazione”;

 

—       VISTA la mozione in data 13 marzo 2020 di tutti i gruppi consiliari di Atessa, sia di maggioranza che di opposizione, con la quale nel confermare la massima collaborazione con la ASL, si chiariva che la trasformazione del San Camillo  in Covid Hospital doveva essere temporanea per affrontare l’emergenza. Si chiedeva,  perciò, congiuntamente che la deliberazione del Direttore Generale n. 260 del 12 marzo 2020 fosse rimodulata e dichiaravano che “lo travolgimento non può che essere temporaneo, legato ad una emergenza che tutti quanti vogliamo contribuire a superare in sintonia con le autorità sanitarie, ma  senza creare confusione e incertezza sul futuro di un Presidio Ospedaliero, chiamato oggi a fare la sua parte, e, domani, finita l’emergenza, a svolgere un ruolo rafforzato”;

 

—       VISTA l’ordinanza n. 3 in data 9 marzo 2020 del Presidente della Giunta regionale, con la quale sono state adottate le misure urgenti per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, miranti anche al potenziamento dell’offerta di posti letto e assistenza di terapia intensiva, malattie infettive, pneumologia e di ogni altro reparto utile a fronteggiare i bisogni dei possibili pazienti critici affetti da Covid 19. In particolare,  per il massimo livello di rischio (4), afferente alla situazione epidemiologica “ Presenza di grave emergenza epidemica, con gravi rischi per la popolazione e l’organizzazione sociale”, la corrispondente azione prevista era quella “dell’attivazione prioritaria per ogni ASL di una struttura/stabilimento da dedicare alla GESTIONE ESCLUSIVA del paziente affetto da Covid-19 (Circolare Ministero Salute 29 febbraio)”. L’ordinanza dispone, altresì, che ciascuna Azienda sanitaria dovesse provvedere a censire anche la “disponibilità ordinaria e straordinaria di strutture di ricovero e cura del privato accreditato, incluso il censimento delle strutture con apparecchi per la respirazione assistita,…”. Disposizione quest’ultima che non si conosce se e come sia stata attuata, anche per evitare – se del caso – lo smantellamento dell’Ospedale di Atessa, ed atteso peraltro che – anche per motivi logistici e delle difficoltà e dei costi gestionali di trasferimento di pazienti affetti da Covid - risultano esserci molte strutture private più vicine all’Ospedale di Chieti,  individuato come HUB per i casi gravi di Covid-19;

 

—       VISTA la circolare della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del MINISTERO DELLA SALUTE prot. n. 002619 in data 29 febbraio 2020, con la quale sono state trasmesse A TUTTE LE REGIONI, le “Linee guida di indirizzo assistenziale del paziente CRITICO affetto da COVID-19”, elaborate dal gruppo di esperti di cui si è avvalsa la Commissione Tecnica Scientifica del Dipartimento della Protezione Civile. In particolare nella circolare, nel premettere che circa il 5% dei pazienti affetti da Covid 19 può presentare condizioni cliniche tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva con necessità di assistenza ventilatoria, si chiede alle Regioni di predisporre un piano di emergenza per la GESTIONE DEI PAZIENTI CRITICI AFFETTI DA COVID 19. Ciascuna Regione deve identificare prioritariamente una o più strutture /stabilimenti da dedicare alla GESTIONE ESCLUSIVA del paziente da Covid- 19, con l’individuazione in ogni struttura ospedaliera di postazioni isolate che consentano l’osservazione di pazienti ventilati/intensi. La stessa circolare prevede, in ogni caso, per gli altri ospedali, la creazione di terapie intensive di coorte (con separazione fisica da altre unità di terapia intensiva  presenti nello stesso ospedale), destinate al ricovero e trattamento dei pazienti affetti da Covid-19. Tali strutture intensive andranno prioritariamente create nelle strutture ospedaliere dotate di reparti di malattie infettive. La previsione di AMPLIARE la capacità di ogni singola struttura ospedaliera mediante l’attivazione di posti letto di area critica attualmente non funzionanti (come nel caso del San Camillo De Lellis) e/o procedere ad una rimodulazione dell’attività programmata. La programmazione urgente della formazione del personale sanitario destinato  all’utilizzo dei sistemi di ventilazione e alla corretta adozione dei DPI.   

 

—       VISTA l’0rdinanza n. 7 in data 13 marzo 2020 del Presidente della Regione Abruzzo, con la quale vengono emanate ulteriori misure urgenti per la prevenzione e la gestione dell’emergenza sanitaria in corso, e nella quale in particolare si pone “ in capo ai Direttori Generali la responsabilità, nel rispetto dei requisiti e delle indicazioni ministeriali (tra cui la disponibilità di Pronto Soccorso), della Struttura/Stabilimento di COVID-Hospital provvedendo all’adeguamento dei necessari requisiti strutturali, funzionali e di personale. Le ASL provvederanno, conseguentemente, alla tempestiva e corretta trasmissione alla Regione di tutti i dati informativi inerenti l’organizzazione delle aree critiche e dei COVID-Hospital”;

 

—       DATO ATTO che con nota prot. n. 16202U20-CH il Direttore Generale della ASL, ha verosimilmente provveduto a trasmettere i predetti dati informativi alla Regione ed a  chiedere l’autorizzazione al Direttore  regionale del Dipartimento Sanità, dott. Giuseppe Bucciarelli, circa il censimento dei COVID Hospital, nell’ambito delle strutture ospedaliere di propria competenza (nota di cui si chiede l’estrazione di copia);

 

—       VISTA la  nota prot. RA/77223/20 in data 16 marzo 2020 del Direttore regionale del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Dott. Giuseppe Bucciarelli, di risposta al Direttore Generale della ASL, nella quale nel richiamare la predetta circolare  della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del MINISTERO DELLA SALUTE in data 29.02.2020 (inviata a tutte le Regioni), ricorda che la stessa “prevede l’individuazione della struttura debba orientarsi verso ospedali con posti letto di Pneumologia o Medicina Interna-Intensiva con procedure assistenziali molto avanzate”. Lo stesso Direttore regionale, rappresenta che solo i P.O. di Vasto ed Ortona – allo stato – presentano  i necessari requisiti richiamati nella predetta circolare ministeriale e perché già assistono i pazienti Covid -19 e quindi “qualora fosse necessario fare interventi migliorativi di adeguamento, l’Azienda è autorizzata a procedere in quanto gli ospedali di cui sopra presentano i requisiti di cui al D.M 70/2015”. Per quanto concerne Atessa, invece, lo stesso Direttore Bucciarelli rappresenta che salvo INVESTIMENTI (si presume ingenti per creare tutti i necessari reparti previsti dalla circolare ministeriale), “potrebbe essere utilizzata per gestire pazienti paucisintomatici, che non necessitano di assistenza intensiva”. Dalla testuale ed integrale lettura della nota del Direttore del Dipartimento regionale della Sanità e della più volte richiamata circolare ministeriale, non sembra affermarsi affatto che la gestione dei pazienti paucisintomatici (cioè che presentano sintomi non gravi della malattia) debba avvenire IN VIA ESCLUSIVA, cioè con lo smantellamento totale dell’ospedale e trasferimento degli attuali reparti presso altri presidi ospedalieri (d’altronde la circolare ministeriale invitava solo a creare, negli Ospedali NO COVID, reparti isolati garantendone la loro separazione fisica dai reparti ora destinati all’assistenza ed al trattamento dei pazienti COVID). Condizione questa che era stata, peraltro, ben messa in evidenza nella nota del 6 marzo 2020 del Comune di Atessa;

 

—       DATO ATTO che in data  in data 16 marzo 2020 il Direttore generale della ASL, dott. Thomas Schael, ha compiuto insieme con ingegneri e tecnici, un sopralluogo presso il  "San Camillo de Lellis" di Atessa e ha dato il via ai lavori di adeguamento della struttura ospedaliera per il ricovero dei pazienti COVID, da lievi a critici, arrivando a prevedere addirittura fino a 12 posti di Rianimazione. In tale occasione, nonostante il sindaco di Atessa abbia rinnovato la richiesta della permanenza degli attuali reparti ospedalieri, gli sono stati opposti motivi di sicurezza legati alla compresenza di pazienti Covid e non Covid ;

 

—       DATO ATTO che in data 17 marzo 2020 tutti i reparti esistenti presso il presidio ospedaliero di Atessa sono stati smantellati, in 48 ore, e trasferiti presso l’ospedale di Ortona, in quanto la ASL ha ritenuto  incomprensibilmente  che in quel presidio ospedaliero i pazienti COVID e non COVID potessero invece coesistere, seppur separatamente;

 

—       VISTA la nota prot. n. 5261 in data 18 marzo 2020 del Comune di Atessa, con la quale si chiedevano una serie di informazioni e documenti, ritenendo di non potersi sottrarre agli  obblighi informativi nei confronti dei propri cittadini e volendone tutelare la sicurezza e la salute pubblica sia delle persone che usufruiranno di questa struttura (Covid Hospital), sia quella degli operatori assegnati al nuovo modello di cura. In particolare era stato chiesto:

  • §     il Regolamento Aziendale del COVID HOSPITAL;
  • §     la tipologia clinico-assistenziale, organizzativa e disciplinare del COVID HOSPITAL, il suo dimensionamento, la modalità di sicura collocazione dei pazienti e la definizione dei relativi percorsi;
  • §     la descrizione e la regolamentazione dei flussi (in accesso ed uscita dal Covid Hospital);
  • §     i nodi della rete per una integrazione sollecita e chiara;
  • §     l’indicazione delle specifiche procedure ed istruzioni operative;
  • §     l’organizzazione della logistica quale assicurazione funzionale della “catena di fornitura” dei flussi di materiali, di prodotti, di servizi e di informazioni che attraverseranno la filiera produttiva di questa nuova organizzazione;
  • §     la disponibilità adeguata di farmaci, di devices, in particolare dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI);
  • §     l’adeguamento della dotazione tecnologico-impiantistica e delle risorse professionali, come previsto dal Ministero della Salute (non solo in termini numerici ma anche di skill e competenze) ed in linea con le misure dettate dal Governo circa la diffusione del Covid-19. Misure che prevedono l’incremento di posti letto e terapie intensive, a garanzia di isolamento e di supporto ventilatori;
  • §     la possibilità di training formativi necessari per la protezione del personale e degli ospiti;
  • §     la disponibilità di depliant informativo, descritto dal modello Covid Hospital, di semplice consultazione per la cittadinanza e gli ospiti.

A tale richiesta finora non è stato dato alcun sollecito riscontro.

—       VISTA la delibera n. 267 in data 19 marzo 2020 del Direttore Generale della ASL Lanciano–Vasto-Chieti, che viene adotta sulla premessa della “necessità di individuare UNA STRUTTURA DEDICATA ALL’ASSISTENZA del paziente affetto da COVID-19, in ossequio alla Circolare della Direzione Generale Programmazione del Ministero della Salute del 29.02.2020, richiamata dalla nota prot. n. 77223 del 16.03.2020, del Direttore del Dipartimento Salute, che ha indicato quali possibili Presidi Vasto, Ortona e Atessa, quest’ultima per la gestione dei pazienti paucisintomativi che non necessitano di assistenza intensiva”. Con la stessa delibera si dispone, pertanto, di integrare e modificare la precedente delibera n. 260 del 12 marzo 2020, con riserva di rimodulare e riproporzionare tutte le iniziative gia’ assunte (evidentemente anche quelle in sede di sopralluogo del 16.03.2020), per le quali si sarebbero già dovute impegnare le relative e necessarie risorse finanziarie e redigere i relativi programmi tecnico-operativi per l’acquisizione di lavori, attrezzature e personale;

 

—      DATO ATTO che nell’ambito di una conferenza stampa, tenuta in data 19 marzo 2020 dal Presidente della Regione Abruzzo, dott. Marco Marsilio, in merito all’emergenza sanitaria in corso nella nostra Regione, su insistenti domande di un giornalista di una nota trasmissione televisiva nazionale, l’Assessore regionale alla Sanità, dott.ssa Nicoletta Verì, ha risposto che Atessa non è stata ritenuta idonea ad ospitare un Covid Ospital dal Ministero della Salute, in quanto la struttura risulta essere classificata come PTA dallo stesso Ministero e non come Presidio Ospedaliero. il Dicastero, non appena visionati i documenti inviati dalla Regione, ha formalmente espresso il diniego alla trasformazione in Covid Hospital, in quanto carente dei necessari requisiti strutturali. Quindi l’ospedale di Atessa verrà adibito alla sola cura dei pazienti non gravi;

 

—      DATO ATTO che nella stessa serata del 19 marzo 2020, lo stesso Assessore regionale alla Sanità (Nicoletta Veri), l’Assessore regionale all’Urbanistica e al Territorio (Nicola Campitelli), nonché i consiglieri regionali del territorio chietino, appartenenti al gruppo della Lega per Salvini,  hanno emesso un comunicato, nel quale -  contrariamente a quanto affermato nella mattinata - hanno testualmente dichiarato che “L’ospedale di Atessa non è un presidio territoriale. Al Ministero della Salute è stata comunicata la proposta per il P.O. come ospedale di area disagiata con attivo il servizio di Pronto soccorso per la relativa gestione dell’emergenza”;

 

—       VISTA l’ordinanza n. 11 in data 20 marzo 2020 del Presidente della Regione Abruzzo, con la quale vengono istituite le Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA) presso le Aziende ASL per la gestione dell'emergenza sanitaria per l’epidemia da COVID-19, al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l’attività ordinaria. ll Medico U.S.C.A. viene attivato (con nominativo e indirizzo dei pazienti) direttamente dal medico di medicina generale, dopo che questi abbia fatto attività di triage, al fine di evitare che i pazienti con sintomatologia, secondo quanto indicato nella tabella allegata all’ordinanza stessa si rechino presso gli ambulatori dei medici di assistenza primaria o nei Pronto Soccorso. Il Medico Usca garantisce la sorveglianza sanitaria  del paziente – presso l’abitazione di quest’ultimo -  sia che si tratti di paziente positivo asintomatico; paziente con sintomi respiratori lievi e febbre bassa, valutando caso per caso, in relazione all’età del paziente stesso e patologie pregresse;  paziente con tosse da lieve a moderata o incremento progressivo della tosse; pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero o dimessi con patologia COVID-19 diagnosticata e con sintomatologia lieve; pazienti con sintomi respiratori anche modesti ma febbre che perdura oltre 4° gg o presenza di dispnea con positività COVID 19; paziente con sintomi severi (ARDS o insufficienza respiratoria globale, scompenso emodinamico, insufficienza multiorgano);

 

DATO  ATTO che la costituzione delle predette Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA), per la cura di pazienti non gravi (e che non necessitano di Rianimazione),  dovrebbero essere finalizzata proprio ad evitare di intasare o addirittura di smantellare un intero presidio ospedaliero, per la cura delle altre patologie che seguitano purtroppo ed evidentemente a manifestarsi;

 

VISTA la petizione on line avviata in data  21 marzo 2020, lanciata dal Sindaco del Comune di Atessa e da altri 43 Sindaci, e sottoscritta alla data odierna anche da circa n. 4.200 cittadini, indirizzata al Presidente della Regione Abruzzo, all’Assessore regionale alla Sanità ed al Ministro della Salute.  Con detta petizione si chiedeva di conoscere, con la massima sollecitudine, quante e quali risorse si intendessero stanziare per adibire il presidio ospedaliero di Atessa a COVID Hospital, inclusivo di Rianimazione. A tale petizione finora non è stato ancora dato alcun formale riscontro.

 

—       DATO ATTO che in data 22 marzo 2020 sempre il Direttore della Asl Lanciano –Vasto – Chieti, con un comunicato stampa ha informato che un gruppo di imprenditori del territorio è sceso in campo a sostegno della sanità pubblica del territorio, finanziando il Covid Hospital di Atessa, con un primo finanziamento di € 500.000 per la prima fase di realizzazione del progetto della ASL di riconvertire il “San Camillo” in una struttura dedicata all’assistenza di persone affette da Coronavirus. La somma è da subito a disposizione dell’Azienda sanitaria e sarà impiegata per l’attivazione dei primi 60 posti letto di Medicina Covid al terzo piano, dove fino a pochi giorni fa erano ubicate le degenze della riabilitazione e Lungodegenza. Sono già in corso i “piccoli” interventi di adeguamento strutturale e per la dotazione degli elettromedicali necessari ad accogliere i nuovi ricoverati. Una settimana di tempo per effettuare i primi ricoveri. Contestualmente, grazie ad altri capitali, sempre privati, “che in queste ore stanno arrivando”, per un ulteriore milione di euro, l’Azienda sanitaria è pronta ad attrezzare, subito dopo, altri 60 posti di Medicina Covid al primo e secondo piano e 20 letti di Sub Intensiva in un’altra ala del presidio. Infine i letti di dialisi saranno lasciati a disposizione di pazienti Covid nefropatici;

 

—       DATO ATTO che in un comunicato stampa sempre nella giornata del 22 marzo 2020 l’Assessore regionale all’Urbanistica e Territorio, Arch. Nicola Campitelli, nel commentare l’iniziativa del Direttore della ASL, ha testualmente affermato “ Inizialmente, la Regione aveva individuato il P.O. di Atessa come presidio Covid-19, con il relativo investimento per la terapia intensiva. Il Ministero della Salute – che ricordo oggi è governato da forze di segno politico differente al governo della Regione Abruzzo – non ha ritenuto adeguata la nostra proposta. Pertanto ad oggi, nelle more dell’evoluzione della situazione epidemiologica del contagio da Covid-19, nel P.O. di Atessa verranno ricoverati esclusivamente i pazienti positivi Covid-19 che non necessitano di rianimazione e terapia intensiva” ;

 

—       DATO ATTO che - da notizie di stampa - si è appreso in data 23 marzo 2020 il Codacons, a fronte dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria,  abbia inviato una diffida alla Regione Abruzzo, affinchè adotti misure eccezionali per incrementare i posti letto in terapia intensiva, da destinare alla cura dei pazienti affetti da Covid-19, mediante anche la requisizione degli stessi presso le cliniche private accreditate;

 

—       VISTO il comunicato stampa in data 25 marzo 2020 dell’Assessore regionale alla Sanità, nel quale ha illustrato il piano regionale di emergenza, in un ottica di presidi hub e spoke,: i primi destinati per la gestione dei casi clinicamente più complessi  e gli altri per la presa in carico dei pazienti che non necessitano di ricovero in ambienti a  pressione negativa, come per i presidi minori di Penne, Atri ed Atessa. L’Assessore nel ricordare che gli ospedali continuano ad accogliere pazienti non Covid, non ha però meglio specificato che anche in ospedali Covid, come  quello di Chieti, Vasto e Ortona (nel quale sono stati trasferiti i pazienti ricoverati nel P.O. di Atessa) gli stessi pazienti non Covid convivono, seppur separatamente, con pazienti Covid;

 

—       CONSIDERATO, infine, che:

  1. 1.             è interesse di questo Comitato conoscere con quale atto/provvedimento aziendale -   fin dalla data del 12 marzo 2020 (deliberazione n. 260-ASL) -  sia stato assunto l’impegno di spesa (con risorse pubbliche) per l’immediato avvio dei lavori e le forniture per l’allestimento del Covid Hospital in Atessa, non potendo evidentemente contare all’epoca su un incerto, futuro e rateizzato, seppur generoso, finanziamento da parte di imprenditori privati.

2.     soprattutto, però, non è chiaro il motivo per il quale  in presenza sia di INVESTIMENTI PUBBLICI, di cui parla l’Assessore Campitelli nel suo ultimo comunicato del 22 marzo 2020, sia di INVESTIMENTI PRIVATI, grazie al lodevole intervento di imprenditori, essendosi superati i vincoli e le condizioni imposti dal Direttore del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Dott. Bucciarelli (nella sua nota in data 16.03.2020), non si è proceduto alla realizzazione di un vero e proprio Covid Hospital, dotato di tutti i reparti, compresi quelli di terapia intensiva, citati nella stessa nota del Dott. Bucciarelli e nella circolare del Ministero della Salute del 29.02.2020, invece di seguitare a destinate il P.O. “San Camillo di Lellis” solo a pazienti Covid, che non presentano sintomatologia particolarmente grave e che non necessitano di terapia intensiva;

ATTESO

 

la confusione , la innegabile contraddittorietà di atti, comportamenti e comunicati, così come richiamati in premessa, dell’incertezza legata alla destinazione dell’Ospedale di Atessa, oltre al trasferimento improvviso e immediato dei reparti esistenti, che hanno sconvolto la cittadinanza dell’intero comprensorio, che già si trova ad attraversare un momento di grave turbamento psicologico e di crisi economico-sociale

 

CHIEDE

 

alla luce tuto quanto sopra rappresentato, ai sensi dell’art. 22 e seguenti della Legge 241/1990 e ss.mm.ii, l'accesso ai seguenti atti formati e/o comunque detenuti in forma stabile da codesta ASL e/o dalla Regione Abruzzo, mediante rilascio di copia semplice, sussistendo da parte dello scrivente Comitato una differenziata posizione di interesse diretto, concreto ed attuale, anche in questo particolare momento di emergenza nazionale,  alla conoscenza degli atti ed informazioni sulla base dei quali si è proceduto alla riconversione del P.O. “San Camillo De Lellis” di Atessa in COVID HOSPITAL, con immediato trasferimento degli attuali reparti, anche al fine di poter cooperare e contribuire a rassicurare la cittadinanza:

 

  1. 1.   copia nota prot. n. 16202U20-CH del Direttore Generale della ASL Lanciano- Vasto –Chieti, inviata alla Regione Abruzzo;
  2. 2.   nota con la quale la Regione, secondo quanto comunicato dagli Assessori regionali Veri e Campitelli, hanno formulato richiesta/proposta al Ministero della Salute di adibire il P.O. “San Camillo De Lellis” di Atessa a COVID HOSPITAL, indicando anche la natura e l’entità degli investimenti pubblici previsti ed indicati nella predetta nota;
  3. 3.   copia della nota di risposta del Ministero della Salute, con la quale lo stesso non ha ritenuto adeguata la proposta avanzata dalla Regione Abruzzo, nonostante l’indicazione del relativo investimento,  relativamente alla riconversione del P.O. “San Camillo De Lellis” in Covid Hospital, di cui hanno fatto ripetutamente cenno sempre i predetti Assessori regionali;

 

Con la presente nota che viene indirizzata, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs n. 33/2013, come modificato dal D.lgs n. 97/2016, anche ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Giunta regionale e della ASL2

 

SI FORMULA CONTESTUALMENTE ANCHE RICHIESTA

 DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO (FOIA),

ai seguenti documenti ed informazioni:

 

  1. 1.   copia di tutti gli atti di natura tecnico, amministrativa e finanziaria, comprensivo del relativo impegno di spesa, elaborati ed adottati dalle competenti UOC della ASL2, per dare compiuta e sollecita realizzazione alle misure rispettivamente contenuti nei protocolli allegati o contenuti nelle delibere del direttore generale della ASL 2 n. 260 in data 12 marzo 2020 e n. 267 in data 19 marzo 2020

 

  1. 2.   copia dell’atto di accertamento dell’ entrata rappresentata dal finanziamento privato per la realizzazione della prima fase  del progetto della ASL di riconversione del “San Camillo De Lellis” di Atessa in una struttura dedicata all’assistenza di persone affette da Coronavirus, e relativa reversale della tesoreria, per l’importo di € 500.000,00.

 

  1. 3.   Si chiede al Direttore regionale del Dipartimento Sanità, Dott. Giuseppe Bucciarelli, di conoscere se quanto affermato nella sua nota prot. RA/77223/20 in data 16.03.2020, e cioè che “il P.O. di Atessa, di contro, senza ulteriori investimenti, potrebbe essere utilizzato per gestire pazienti paucisintomatici che non necessitano di assistenza intensiva”, alla luce di quanto in precedenza richiamato nella stessa nota e delle disposizioni contenute nella circolare in data 29.02.2020 del Ministero della Salute, sia stato correttamente attuato dal Direttore della ASL 2, laddove ha provveduto a smantellare l’ospedale di Atessa, trasferendo i pazienti in esso attualmente ricoverati presso il P.O. di Ortona, individuato come Covid Hospital, per ospitare IN VIA ESCLUSIVA pazienti paucisintomatici che non necessitano di assistenza intensiva. In caso di attuazione corretta delle disposizioni contenute nella predetta nota del 16.03.2020 da parte della ASL di Chieti, si chiede al Dott. Bucciarelli di specificarne anche le motivazioni, alla luce dei fatti e delle norme all’epoca conosciuti;

 

  1. 4.   Nel ricordare che l’ordinanza n. 7 in data 13.03.2020 del Presidente della Regione Abruzzo, con la quale si pone “ in capo ai Direttori Generali la responsabilità, nel rispetto dei requisiti e delle indicazioni ministeriali (tra cui la disponibilità di Pronto Soccorso), della Struttura/Stabilimento di COVID-Hospital provvedendo all’adeguamento dei necessari requisiti strutturali, funzionali e di personale”,  si chiede di conoscere da parte del Direttore regionale del Dipartimento Sanità e dell’Assessore regionale alla Sanità, se tutte le misure finora adottate per quanto riguarda il P.O. di Atessa siano state adottate nel rispetto dei requisiti e delle predette indicazioni ministeriali, precisandone anche in questo caso le ragioni.

 

Il riscontro alla presente istanza potrà essere inoltrata al seguente indirizzo di posta elettronica ordinaria: [email protected]

 

Si allega copia del proprio documento di identità in corso di validità

 

Nel restare in attesa di cortese riscontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti

Vincenzo D’Amario


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