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07/10/2013

Inserito da Rocco | 0 commenti
Riforma dell'ordinamento forense, acceso dibattito al Tribunale di Pescara

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sangritana 071013

Riforma ordinamento forense, acceso dibattito al Tribunale di Pescara

Gli avvocati dell’A.N.F. e del C.N.F si sono confrontati su novità e  perplessità introdotte dalla L. n. 247 del 2012

 riforma ordinamento forense 071013

 

Pescara, 5 ottobre 2013 – Si è tenuta ieri pomeriggio presso il Tribunale di Pescara, Aula Alessandrini, la tavola rotonda dal titolo “Riforma dell’Ordinamento forense: l’Avvocatura di Stato e lo stato dell’arte dopo nove mesi dall’approvazione della Legge n. 247/2012”. L’incontro, organizzato dal Sindacato Avvocati Pescara, Associazione Nazionale Forense e moderato dall’avv. Marcello Pacifico, segretario Sindacato Avvocati Pescara, è stato il modo per confrontarsi su una delle questioni più sentite che riguardano la professione. Molti gli interventi e le voci di allarme su una legge dichiarata non adeguata rispetto alle reali esigenze degli avvocati. A partire da Ester Perifano, segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense, la quale ha sottolineato come la nuova normativa sia “una legge contro i giovani che non ha risolto nessun problema ma piuttosto ne ha causati altri”. “Questa riforma – ha aggiunto l’avv. Perifano – è rivolta principalmente a una fascia generazionale alta alla quale è permesso di esentarsi anche dalla formazione professionale, resa obbligatoria soltanto per quei professionisti che abbiano meno di venticinque anni di servizio”. A rincarare la dose contro la normativa il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze Sergio Paparo: “Avevamo bisogno certamente di una nuova legge ma non di questa legge che ha un testo deficitario, ha avuto un iter per l’approvazione durato cinque anni e non è altro che il frutto di negoziazione tra l’Ordine Nazionale Forense e la politica, escludendo così i singoli avvocati dalla discussione di tematiche delle quali sono i veri protagonisti”. “In Italia – aggiunge l’avv. Paparo – abbiamo 240mila professionisti. Come si garantisce loro di lavorare dignitosamente? Se non ci organizzeremo e ci faremo trovare impreparati al momento dell’approvazione dei Regolamenti Attuativi, questa legge diventerà una vera trappola per topi”. Per contro le voci istituzionali del Consiglio Nazionale Forense, prima tra tutte quella del consigliere Claudio Neri che ribadisce come “nonostante tutte le ombre che possa presentare, oggi la legge c’è e va a regolamentare una disciplina che si basava su una normativa varata più di cinquant’anni fa. Ora non possiamo permetterci di perdere l’occasione di attuare una legge, attraverso i tanti regolamenti che dovranno essere approvati, che tuteli finalmente la nostra professione”. Lucio Del Paggio, consigliere C.N.F., pone l’accento sulle “novità straordinarie introdotte dalla L. 247 senza mai dimenticare – dice – gli aspetti problematici che essa ha generato. Tuttavia la nuova normativa regolamenta una categoria che aveva bisogno di riaffermare i principi fondamentali per lo svolgimento della professione”.

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