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09/01/2022

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
'Pasqua è ancora lontana, ma Ponzio Pilato Atessano anticipa i tempi e si lava le mani, delegando ad altri l’approvazione del piano regolatore della propria città': il Consigliere Fioriti attacca la maggioranza

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bcc 090122

Pasqua è ancora lontana, ma  Ponzio Pilato Atessano anticipa i tempi e si lava le mani, delegando ad altri l’approvazione del piano regolatore della propria città.

 

“”Annuncio voto contrario alla delibera presentata dalla maggioranza perché non mi permette di partecipare concretamente ad un momento importante per la città di Atessa, che è l’approvazione del suo piano regolatore, e che così facendo mi sembra di nascondere qualcosa ai suoi cittadini”

Così le dichiarazioni di voto del Consigliere Fioriti sulla delibera della maggioranza che ha deciso di far trattare ad “estranei” l’approvazione del Piano regolatore del territorio atessano.

…………….

Può sembrare una questione di lana caprina, ma non lo è. L’altra sera il Consiglio comunale , chiamato a discutere in seconda convocazione, allorquando sono sufficienti soltanto sette consiglieri ( su 17)  per  approvare delibere, ha sancito con 8 voti favorevoli e 4 contrari l’esautoramento del Consiglio stesso a decidere del piano regolatore della città e del suo territorio,  con il ricorso ad un commissario ad acta.

Praticamente c’è stata una dichiarazione di resa della maggioranza che ha attestato la sua incapacità a gestire un piano che doveva assolutamente essere discusso in Consiglio, perché solo all’interno del Consiglio avrebbero potuto rinvenirsi le incompatibilità dei consiglieri che, al momento, non sembrano essere quelle volute dalla legge.

Abbiamo cercato con una mozione pregiudiziale di far capire che la massima assise cittadina poteva e doveva discutere del piano regolatore, anche e soprattutto per una questione di dibattito costruttivo su una materia che interessa parecchi cittadini e che la sua approvazione è sempre stata uno dei momenti più importanti e qualificanti dell’attività consiliare, ma non c’è stato verso: la maggioranza, ovvero quel che rimane di essa, non ha voluto sentir ragione e, in forza della licenza concessagli dalla seconda convocazione, ha deciso di nominare un commissario ad Acta, vale a dire un estraneo, a decidere sul futuro del territorio atessano; un estraneo che, di fatto, sostituisce in toto il Consiglio a tutti gli effetti.

Questo solo perché  sui territori atessani insistono delle proprietà dei consiglieri; proprietà che sembrano esserci da sempre e che, quindi,  non produrrebbero alcun vantaggio personale  con la variante al PRG. Anzi qualcuno di loro verrebbe a trovarsi danneggiato, a seguito della riduzione dell’indice di edificabilità da 1 a 1,5 mcxmq.

Comunque sia, se ci dovesse essere, effettivamente, un conflitto di interesse di un consigliere, vale a dire che possa trarre vantaggio concreto ed immediato dalla variante al PRG, questo andrebbe accertato in aula, nel corso della discussione sulla variante al PRG,  al pari della prova in un procedimento penale che si forma nel “dibattimento”.

Esso non può essere supposto, ipotizzato, presunto, ipotetico, aprioristico o sospetto.

Per farci capire meglio: se il consigliere Tizio è in possesso di un terreno agricolo in una area che la variante al PRG trasforma in edificabile, effettivamente potrebbe sussistere incompatibilità ed in tal caso il consigliere è tenuto ad astenersi ed allontanarsi dall’aula. Però il tutto va valutato con granu salis in una contestualizzazione del progetto. Infatti il consigliere deve ricevere da questa trasformazione un vantaggio notevole perché, se quell’area trasformata in edificabile, non interessa a nessuno, il consigliere proprietario dovrà pagare più tasse per il cambio di destinazione.  

Ed oggi non è che vi sia una corsa a costruire, prova ne è il fatto che la maggior parte delle richieste dei cittadini di Atessa, che hanno avuto modo di conoscere le linee indicative del nuovo piano, sono finalizzate al contrario, cioè a convertire il proprio terreno da edificabile in agricolo!!!

E’ un esempio   semplice ma che denota la necessità che su ogni singola situazione il discorso andava approfondito e discusso nel consiglio stesso, tanto è vero che, volutamente è stato ignorato una evenienza rilevantissima:  che  il Consiglio avrebbe potuto decidere anche diversamente da quanto stabilito nella proposta di variante al PRG e far venir meno  la incompatibilità di chicchessia, qualora esistente.  La mancata discussione manifesta – e non può essere diversamente -  una vera e propria violazione dei diritti dei consiglieri ed una mutilazione rilevante delle prerogative del Consiglio Comunale.

Tutto andava discusso nel merito, prima di ogni altra cosa. Invece il Consiglio  si è visto passare sotto il naso un mastodontico progetto che riguarda la città e di cui Esso sarebbe titolato ad effettuare varianti, senza poter dire nulla, senza cioè poter partecipare alle scelte urbanistiche della città che amministra.  

V’è in ciò mancanza di democrazia; v’è in ciò menefreghismo verso il consiglio stesso, v’è in ciò qualsiasi presupposto per intentare ricorso e chiedere immediata sospensiva.

fioriti carmine 090122

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