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02/08/2021

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Incendio Costa dei Trabocchi, il Prefetto di Chieti Armando Forgione incontra i Sindaci di Fossacesia, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna e Torino di Sangro. Ingenti i danni, chiesto alla Regione lo stato di emergenza

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All’alba del giorno dopo, i Sindaci dei Comuni di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, assieme all’Assessore alla Sicurezza Giovanni Finoro, Rocca San Giovanni, Giovanni Enzo Di Rito, Mozzagrogna, per il quale era presente il vice Sindaco Giovanni Rapino, Torino di Sangro, Nino Di Fonso e Santa Maria Imbaro, Maria Giulia Di Nunzio contano i danni del devastante incendio che nella giornata di ieri ha colpito gran parte della Costa dei Trabocchi. A verificare quanto accaduto ieri e ad ascoltare le voci dei Sindaci il Prefetto di Chieti, Armando Forgione, che, dopo essersi recato a Ortona, è giunto a Fossacesia, nella stazione ferroviaria, assieme al Colonnello Alceo Greco, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Chieti, al Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona, Luigi Grella e a quello di Fossacesia, Michele Cefaratti.

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“Ieri ci siamo trovati in una situazione a dir poco surreale – esordisce il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – e gestire l’emergenza su tre fronti differenti non è stato affatto semplice. Innazitutto, avevamo il problema dell' autostrada, nei pressi dell'uscita di Val di Sangro, si era creata una fila di svariati chilometri con il fuoco che rischiava di lambire le carreggiate e le persone che giustamente erano nel panico e che cercavano di fuggire, andando in senso contrario. A quel punto il titolare della MDB, Mario Di Biase, si è reso disponibile a scardinare il suo recinto, limitrofo all’area interessata, per far entrare la gente, ma dopo un pò fortunatamente la direzione del vento è cambiata e quindi non vi è stata più tale esigenza. Contestualmente sono state colpite alcune aziende ubicate attorno all’autostrada ed altre vicino alla statale 16 Adriatica, che si sono viste letteralmente circondate dalle fiamme.

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Ancora più preoccupante è stato il momento in cui le fiamme sono arrivate sino a dietro Baya Verde, la struttura presente sul Lungomare vicino alla spiaggia che a quell’ora era particolarmente gremita di persone. Da lì hanno preso fuoco anche alcuni ombrelloni dello stabilimento Supporter Beach che tra l’altro, ha fornito generosamente alle autobotti dei Vigili del Fuoco anche l’acqua per spegnere l’incendio che in tutta quella zona si stava propagando. Insomma, un vero disastro ed è stato un miracolo se nessuno si è fatto male e ancor peggio, abbia perso la vita, perché bastavano 10 minuti in più e le fiamme avrebbero invaso anche la pista ciclabile, con enorme pericolo per l’incolumità pubblica delle persone e per le abitazioni prospicienti”. Anche nei pressi della stazione ferroviaria il fuoco ha provocato l'interruzione del traffico dei treni .

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Nello scalo per diverse sono rimaste molte persone che hanno avuto assistenza da parte del Comune di Fossacesia, grazie ai volontari della Protezione Civile. Ieri bruciava gran parte dell’Abruzzo ed i soccorsi hanno cercato in tutti i modi di far fronte ad una situazione che, agli occhi di tutti, si è palesata essere troppo più grande delle risorse umani e strumentali disponibili. “La pinetina, praticamente, non c’è quasi più – dichiara il Sindaco di Rocca San Giovanni, Giovanni Enzo Di Rito – hanno distrutto il polmone verde della Costa dei Trabocchi, l’area Sic, una Riserva Naturale fra le più belle d’Abruzzo. Quando è stato dato l’allarme a Vallevò intorno alle 14.00 sono subito stati allertati i soccorsi che purtroppo però erano impegnati altrove e quindi non sono riusciti a giungere in tempo per arginare subito gli incendi. Ho emesso l’ordinanza di sgombero della spiaggia la Foce, piena di gente a quell’ora, perché da me purtroppo le fiamme sono arrivate fino al mare. I danni sono immani, credo che il mio sia stato uno dei comuni maggiormente colpiti da questa tragedia, con ettari ed ettari di terreno ingoiati dalle fiamme“ Pare che appena iniziata l’emergenza, sia giunto sulla Costa dei Trabocchi un solo Canadair, perché gli altri impegnati in Sicilia, dove contestualmente la situazione era altrettanto drammatica. “Noi combattiamo con gli incendi da martedì scorso – commenta Nino Di Fonso Sindaco di Torino di Sangro – e abbiamo cercato con le poche risorse disponibili di far fronte alla situazione, ma non è possibile una cosa del genere, così come non è possibile che si pensi di dirottare tutto il traffico autostradale sulla SS. 16 che non è nelle condizioni di poter sostenere, in sicurezza, un tale afflusso di traffico”. Danni anche a Mozzagrogna, da dove pare sia partito un incendio nell’area sottostante il Castello di Septe, dove tra l’altro si stava svolgendo un matrimonio e a Santa Maria Imbaro dove sono stati colpiti alcuni terreni, fra i quali certi vicini alle abitazioni. Danni nella Bassa Val di Sangro alle colture agricole. Presenti all' incontro anche Fabrizio Petronti e Nicoletta Finoli della società Europet danneggiata dalle fiamme. Per l'Anas è intervenuto Enzo Di Vittorio. Il Prefetto di Chieti, Dott. Armando Forgione, parla subito chiaro: “Ciò a cui ho assistito è devastante, sotto tutti i punti di vista. Ci sono danni ovunque. Abbiamo cercato in tutti i modi di coordinare al meglio le operazioni. Fermo restando che adesso le indagini faranno il loro corso, la questione però è un'altra, ossia l’assoluta necessità di mettere sin da subito in campo azioni mirate a prevenire queste situazioni. E’ necessario infatti rafforzare l’organico dei Vigili del Fuoco, troppo esiguo rispetto alle emergenze che stiamo vivendo; allo stesso tempo è fondamentale rafforzare anche le fila della Protezione Civile e per far questo è necessario anche che i Comuni si consorzino, perché solo uniti si può fare qualcosa. Elevare le multe a carico di chi non pulisce i terreni: la maggior parte dei terreni che hanno preso fuoco sono quelli incolti o non puliti. Ed infine, non ultimo per importanza, bensì base da cui partire, educare i cittadini al senso civico e questo è compito innanzitutto di noi Istituzioni”. Il Prefetto di Chieti fa appello ai Sindaci affinchè si uniscano le forze, anche con la stessa Prefettura che ha il compito ed il dovere morale ed istituzionale di sostenere e rafforzare i bisogni delle comunità locali. Il ringraziamento ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, ai Volontari della Protezione Civile, alla Questura ed al CTS della Prefettura è unanime da parte di tutti. “Abbiamo visto Vigili del fuoco sfiniti, accasciati a terra distrutti dalla stanchezza e dal fumo acre che li ha invasi – dichiarano il Prefetto ed i Sindaci Di Giuseppantonio, Di Rito, Di Fonso, Di Nunzio, Schips– non sapevano dove arrivare prima, perché troppo esigui come numero e risorse. Abbiamo visto volontari della Protezione Civile cercare di porre rimedio alle fiamme anche con mezzi di fortuna. Abbiamo visto Carabinieri, Polizia, Forestale, Polizia Locale prestare il loro servizio ininterrottamente cercando di rassicurare le persone e di coordinare i soccorsi. A tutti loro non può che andare il nostro sentitissimo grazie”. “Ora è tempo di rialzarsi e di farlo subito – dichiarano i Sindaci – ed il primo intervento utile è che la Regione dichiari nell’immediato lo stato di emergenza. A ciò devono seguire interventi più a lungo raggio e per questo chiediamo uno sforzo maggiore al Governo affinchè, una volta per tutte, provveda al rafforzamento del corpo dei Vigili del Fuoco, in Abruzzo ed in particolare in Provincia di Chieti dove ce n’è maggior bisogno e investa risorse maggiori in tema di prevenzione. Chiediamo inoltre alla Regione di farsi da portavoce di noi Sindaci che non possiamo essere lasciati soli. Chiediamo alla Provincia di adoperarsi maggiormente affinchè tutte le strade provinciali, ad oggi di loro competenza, siano pulite e la stessa richiesta la rivolgiamo all’Anas. Noi, di nostro, cerchiamo di fare il massimo, ma da soli non ce la possiamo fare. Non è più tempo di aspettare, ora è il momento di fare!”

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